

La Conferenza diplomatica dei plenipotenziari delle Nazioni Unite sulla istituzione di una Corte Penale Internazionale, sotto la presidenza di Giovanni Conso (Italia), ha avviato oggi pomeriggio il suo dibattito generale che ha consentito alle delegazioni di evidenziare un consenso sulla necessita= di istituire un tribunale penale permanente, in considerazione delle atrocita= di cui il nostro decennio e= stato testimone ( la ex-Yugoslavia ed il Ruanda), e per prevenire nuove gravi violazioni del diritto umano internazionale.
La Conferenza ha registrato l=opinione delle delegazioni secondo le quali un tribunale permanente si rivelera= una funzione indispensabile per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. La Conferenza ha consentito di decidere che la competenza della istituenda Corte Penale Internazionale verta principalmente sui crimini quali il genocidio, i crimini di guerra ed il crimine contro l=umanita=. Aggiungere il crimine di aggressione, come auspicato da talune delegazioni che vorrebbero inserirvi anche conflitti ed aggressioni armate interne, e= un punto che ha messo in questione i rapporti fra il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Corte stessa. In realta= ai sensi dello statuto dell=Onu compete esclusivamente al consiglio, in quanto organo incaricato del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, determinare l=esistenza o l=assenza di un crimine di aggressione. Alcune delegazioni hanno proposto che la decisione del Consiglio sia preliminare per l=esercizio della competenza della Corte, mentre altre hanno sostenuto che gli stati firmatari dovrebbero poter adire alla Corte a parita= di diritto con il Consiglio. Altre ancore hanno auspicato che il procuratore della Corte possa avviare una procedura giudiziaria di propria iniziativa.
La Conferenza ha inoltre ascoltato alcune delegazione proporre l=aggiunta, all=elenco dei crimini perseguibili, la violenza su donne e bambini, aggressioni contro il personale dell=Onu ed il personale associato, nonche= le attivita= dei trafficanti di droga. La Svezia ha proposto, tenendo conto della costante evoluzione del diritto internazionale di convocare una conferenza di revisione della lista dei crimini perseguibili, alcuni anni dopo l=entrata in vigore della convenzione sulla istituzione della Corte.
La Conferenza ha ascoltato i capi delle seguenti delegazioni: il ministro degli esteri dell=Australia, Alexander Downer; il ministro della giustizia del Sud Africa ( in nome della Comunita= per lo sviluppo degli stati dell=Africa Australe, SADEC), A. M. Omar; il ministro per lo sviluppo internazionale ed i diritti dell=uomo della Norvegia, Hilde Johnson; il ministro della giustizia di Trinidad e Tobago, Ramesh Lawrence; il sotto-segretario agli esteri ed al Commonwealth del Regno Unito, a nome della Unione Europea, Tony Lloyd; il ministro della giustizia svedese, Laila Freivads, il ministro degli esteri del Canada, Lloyd Axworthy, il ministro degli esteri della Slovenia, Boris Friec.
Sono intervenuti anche i rappresentanti del Giappone, Venezuela, Lesotho, Egitto e Repubblica di Corea, nonche= l=alto commissario dell=Onu per i diritti dell=uomo, Mary Robinson. Hanno preso la parola inoltre i rappresentanti della Commissione del Diritto Internazionale (CDI) e delle seguenti ONG: Coalizione delle ONG per la Corte Penale Internazionale, Movimento nazionale dei diritti dell=uomo e Children Caucus International.
La Conferenza ha eletto per acclamazione i seguenti membri del Comitato di Redazione: Camerun, Cina, Repubblica Dominicana, Francia, Germania, Ghana, India, Giamaica, Libano, Messico, Marocco, Filippine, Polonia, Repubblica di Corea, Federazione di Russia, Slovenia, Africa del Sud, Spagna,. Sudan, Svizzera, Siria, Stati Uniti, Regno Unito e Venezuela.
La Conferenza proseguira= il dibattito generale domani martedi= 16 giugno alle ore 10.00.
Dibattito generale
ALEXANDER DOWNER ( Ministro degli Esteri della Australia )
Questo secolo rimarra= per sempre macchiato dalle atrocita= che hanno sterminato milioni di persone nella Germania nazista, in Cambogia, in Ruanda. Sono solo esempi, che purtroppo non costituiscono la totalita= dei fatti che offriranno agli storiografi del futuro motivi per riflettere sulla schizofrenia del ventesimo secolo. Questa conferenza di Roma offre un=occasione storica per mettere a nudo la parte piu= buia della nostra esperienza umana, e per compiere un passo concreto per venirne a capo.
Non dobbiamoconsentire che i nostri disaccordi ci impediscano di adempiere alle nostre responsabilita=. Nell=istituire una procedura permanente per processare questi crimini, occorrera= dotarla di una dinamica che dia vigore alle inchieste in corso, e stabilire le responsabilita=. Il Consiglio di Sicurezza ha allestito tribunali speciali per perseguire e processare le gravi violazioni dei Diritti dell=Uomo perpetrate in Ruanda e nella defunta Jugoslavia. Gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno inoltre elaborato un progetto di statuto per una Corte Penale internazionale, da cui questa conferenza ha preso lo spunto. E= nostro compito fare di questo testo una realta=, istituendo una Corte Penale internazionale che consentira= ai nostri figli di disporre di un=arma da potere utilizzare contro le tensioni malvagie che hanno contrassegnato il nostro secolo.
Bisognera= stabilire un equilibrio fra la competenza della Corte e quella dei sistemi giudiziari nazionali. L=Australia sostiene fermamente l=idea del primato delle giurisdizioni nazionali, fintanto che la giurisdizione nazionale e= in grado di punire efficacemente i crimini piu= gravi. Dovra= restare incombenza dei singoli stati la responsabilita= di procedere alle indagini ed al deferimento in giudizio. Tuttavia, la Corte dovra= anche essere in grado di determinare se una giurisdizione nazionale puo= processare in modo efficace i crimini previsti dalla Corte contemplato dallo statuto in discussione.
L=Australia ha sempre sostenuto il riconoscimento della giurisdizione della Corte, previa denuncia di uno Stato che sia firmatario dello statuto sulla Corte internazionale, o del Consiglio di Sicurezza in forza del suo mandato per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Ma, adottando un atteggiamento flessibile, l=Australia e= adesso disposta a riconoscere al Procuratore il potere di prendere l=iniziativa nell=avviare le inchieste e l=eventuale rinvio a giudizio, a condizione che siano salvaguardate le garanzie necessarie ad impedire iniziative con motivazioni politiche.
Occorre realizzare una relazione funzionale fra la Corte ed il Consiglio di Sicurezza che riconosca il primato del Consiglio sulle questioni attinenti alla pace ed alla sicurezza inteernazionali. Inoltre, e= necessario includere nella giurisdizione della Corte i crimini di epurazione etnica, di stupro e di tortura sistematici, considerando la loro gravita= .
A. M. OMAR ( Ministro della Giustizia del Sud Africa, a nome della Comunita= per lo Sviluppo dell=Africa Australe, SADEC : Angola, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Lesotho, Mozambico, Mauritius, Seychelles, Namibia, Swaziland, Tanzania, Zambia, Zimbabwe e Sud Africa):
Il SADEC e= convintoche l=istituzione di una Corte penale internazionale rafforzera= l=arsenale delle misure di lotta contro le violazioni gravi dei diritti dell=uomo, ma contribuira= anche al mantenimento della pace internazionale. L=istituzione di questa Corte mandera= un messaggio chiaro ed inequivocabile sulla determinazione della comunita= internazionale a non lasciare impuniti i colpevoli di crimini cosi= odiosi. Noi possiamo dirlo in forza della nostra esperienza nella regione sotto il sistema dell=apartheid.
Secondo il SADEC, la Corte deve essere di integrazione ai sistemi giudiziari penali nazionali, operando secondo le norme piu= alte del diritto internazionale. La sua composizione deve pertanto rispecchiare una rappresentazione geografica equilibrata. Il suo principio basilare deve essere il rafforzamento dell=integrita= degli stati e l=uguaglianza fra gli stati, conformemente ai principii generali del diritto internazionale.
L=esistenza di una Corte efficace ed indipendente costituisce un elemento necessario alla pace ed alla sicurezza internazionali. La Corte deve pertanto avere giurisdizione sui crimini di genocidio, crimini contro l=umanita=, crimini di guerra durante i conflitti ed aggressioni armate internazionali e non.
La Corte deve poter decidere sulla ricevibilita= delle questioni attinenti alla incapacita=, alla mancanza di volonta= o alla non disponibilita= dei sistemi penali per portare in giudizio le persone responsabili di crimini gravi, sempre rispettando la complementarieta= delle relazioni fra la Corte internazionale e questi sistemi.
Il SADEC e= favorevole all=istituzione di un procuratore indipendente che, di propria iniziativa, possa avviare inchieste e procedure istruttorie, indipendentemente dall=influenza esercitata dagli stati o dal Consiglio di Sicurezza. L=indipendenza ed il funzionamento della Corte penale internazionale e le sue funzioni giudiziarie non devono essere indebitamente pregiudicati da considerazioni politiche.
Per quanto concerne il finanziamento, le relazioni della Corte con le Nazioni Unite devono essere tali da potere assicurare le risorse finanziarie, tecniche ed umane a lungo termine.
HISASHI OWADA (rappresentante permanente del Giappone presso le Nazioni Unite):
La Corte deve essere un organo giudiziario indipendente ed imparziale della comunità internazionale. Deve essere indipendente da ogni influenza politica e il suo giudizio deve essere emesso esclusivamente sulla base della legge, in particolare dello Statuto della Corte. La Corte deve essere costituita come un organismo internazionale capace di svolgere il proprio compito con efficacia. Il principio di complementarità deve essere il principio base e la competenza della Corte deve entrare in gioco soltanto laddove i sistemi giuridici nazionali si rivelino inoperanti o inefficaci in relazione ai casi contemplati.
Lo spettro dei crimini di competenza della Corte Penale Internazionale dovrebbe coprire tutti i più gravi contro la comunità internazionale: il genocidio, i crimini di guerra, quelli contro l=umanità e il crimine d=aggressione. E= bene definire gli elementi costitutivi di tali crimini in maniera precisa, tenuto conto dell=importanza fondamentale del principio nullum crimen sine lege. Il Giappone ritiene che i crimini da includere in questa categoria siano quelli relativi ai crimini contro le leggi di guerra e che sono coperti dagli strumenti internazionali esistenti. I crimini di guerra compresi nel diritto internazionale corrente dovranno egualmente essere inclusi.
Il Giappone appoggia l=inclusione del crimine di aggressione nelle competenze della Corte, attento all=essenza del fatto che la definizione dell=atto di aggressione e= di competenza del Consiglio di Sicurezza e ritenendo che tale competenza debba restare intatta. La definizione dell=atto d=aggressione da parte del Consiglio di Sicurezza dunque deve essere una condizione preliminare all=esercizio di competenza da parte della Corte . La Corte non deve privare i tribunali nazionali delle loro competenze. Il diritto di ricorrere alla Corte deve essere limitato agli Stati membri e al Consiglio di Sicurezza. Non e= appropriato concedere al Procuratore il diritto di avviare un=inchiesta di propria iniziativa. Allo stesso modo e= fondamentale definire chiaramente i termini della cooperazione tra gli Stati e la Corte e sottolineare che la Corte sara= un=istituzione indipendente delle Nazioni Unite.
RAMON ESCOVAR SALOMON (Venezuela):
L=esame della responsabilità penale dell=individuo costituisce un progresso considerevole del diritto internazionale. I principi si sono consolidati progressivamente. Le illusioni di alcuni visionari si sono concretizzati. A dispetto delle difficolta poste dai diversi sistemi giuridici, e= possibile conciliare le divergenze e permettere la riuscita dei negoziati.
Il Venezuela appoggia la creazione di una Corte Penale Internazionale, la cui complementarità deve essere definita in modo chiaro. Gli sforzi comuni che dovranno permettere il successo dei negoziati esigono una volontà politica autentica. Da questa dipenderà la forza della futura Corte. L=autonomia di questo nuovo organismo dovrà essere concepita da un punto di vista non soltanto funzionale ma anche concettuale. Il Venezuela, che ha partecipato attivamente ai lavori del Consiglio di Sicurezza per la creazione del Tribunale Internazionale per la ex Jugoslavia, ritiene che bisognerà creare un=istituzione giudiziaria efficace.
LAILA FREIVALDS (ministro della Giustizia, Svezia):
La Corte non deve chiedere il permesso di agire a nessuno, ne allo Stato interessato, che ha avuto l=opportunità ma ha fallito nel compiere il proprio dovere di perseguire il crimine, ne al Consiglio di Sicurezza. La Svezia si oppone ad un regime di consenso eccetto che per Stati non membri della Corte. Dovrà essere sufficiente che lo Stato in cui il crimine viene commesso, lo Stato che ha arrestato il sospettato o lo Stato di nazionalità di quest=ultimo sia parte firmataria dello Statuto della Corte. E= opportuno che il Consiglio di Sicurezza possa ricorrere alla Corte per situazioni in cui sono stati commessi crimini. Il Consiglio di Sicurezza quindi non deve essere il solo a giudicare sul diritto di deferire casi alla Corte. Per la Svezia, anche gli Stati firmatari dovranno godere di tale diritto. Il procuratore deve essere in grado di avviare un=istruttoria di propria iniziativa.
L=efficacia della Corte dipenderà dalla cooperazione degli Stati. Bisognerà prevedere una disposizione che obblighi gli Stati a rispondere favorevolmente alle richieste della Corte. La Svezia ritiene che la competenza della Corte debba essere limitata ai crimini più gravi contro il diritto internazionale, il crimine di genocidio, il crimine contro l=umanità, il crimine di guerra e il crimine d=aggressione, tanto da renderne necessaria una definizione precisa che tenga conto del ruolo del Consiglio di Sicurezza in materia. La Svezia si augura l=inclusione dei crimini contro il personale delle Nazioni Unite e il personale associato e che una particolare attenzione sia riservata ai crimini a carattere sessuale e all=arruolamento dei bambini. La Conferenza dovrà inoltre trovare dei modi per assicurare la possibilità di risarcire le vittime, rispettando le peculiarità della Corte. La Svezia si oppone con fermezza alla pena di morte e, tenuto conto dell=evoluzione costante del diritto internazionale, appoggia l=idea di una conferenza che esamini la lista dei crimini, a qualche anno dall=entrata in vigore della Convenzione.
LLOYD AXWORTHY (ministro degli esteri del Canada)
Una delle priorita= piu urgenti oggi e= quella di assicurare la sicurezza degli individui. La creazione di una Corte Penale Internazionale dara un senso vero alla protezione degli individui. Non ci potrà essere riconciliazione senza giustizia. La futura Corte dovrà essere indipendente per funzionare in maniera efficace. Il bilancio ordinario della Nazioni Unite dovrà assicurarne il finanziamento. Bisognerà integrare la questione della violenza verso donne e bambini nelle disposizioni dello Statuto della futura Corte. Il secolo ha conosciuto numerose atrocità commesse essenzialmente nel corso di conflitti interni. La Corte Penale Internazionale dovrà avere un carattere universale. La società civile ha svolto un ruolo cruciale nei lavori preparatori. Per riuscire, sara= necessario chiarire bene ciò che si aspetta dalla futura Corte. La comunità internazionale non può aspettare che un=altra catastrofe avvenga per reagire. Bisognerà rendere il mondo un luogo dove i diritti dell=uomo siano rispettati.
M.V.RADITAPOLE (rappresentante del Lesotho)
Gli sforzi della comunità internazionale per la creazione di una Corte Penale Internazionale non risalgono ad oggi, ma ai processi di Norimberga e Tokyo. Oltre ad un rafforzamento dello stato di diritto, la Corte costituirà la base di un sistema di giustizia penale internazionale. L=obiettivo e= quasi raggiunto e la Conferenza costituisce una tappa decisiva di questo lungo viaggio. I posteri ci giudicheranno senza indulgenza se non ci dimostreremo all=altezza di questa sfida creando una Corte forte e indipendente. Anche se non sottovalutare il compito di risolvere le questioni insolute che ci attende. Il Lesotho non può che sperare che la fiducia e lo spirito di cooperazione persisteranno, accompagnati dalla volontà politica di creare una Corte veramente indipendente.
Per il Lesotho, la Corte dovrà avere una giurisdizione autonoma e non dovrà dipendere dal consenso supplementare degli Stati. Il Lesotho si oppone alle procedure previste nella scelta e sottolinea che le relazioni tra la Corte e le giurisdizioni nazionali sono definiti dal principio di complementarità. Il Lesotho e= convinto che la valutazione del carattere operativo delle giurisdizioni nazionali deve essere lasciato alla Corte stessa. Il primato delle giurisdizioni nazionali non dovrà essere utilizzato per ostacolare la Corte. Il Lesotho si oppone al controllo a tutti i costi dell=attività del Procuratore e si pronuncia quindi a favore della sua completa indipendenza. Riconosce inoltre nel rapporto tra il Consiglio di Sicurezza e la Corte il problema più spinoso. Non deve esistere alcun conflitto tra un organo politico e un organo giudiziario che perseguono entrambi lo stesso obiettivo. E= necessario invece promuovere un rapporto di collaborazione e di armonia tra questi.
AHMED MEDHAT EL MARAGHI (presidente della Corte Suprema d=Egitto)
La questione della creazione di una Corte penale Internazionale ha conosciuto progressi considerevoli nel corso di questi ultimi anni. Questa idea e= ora più vicina alla sua realizzazione concreta. Il testo consolidato costituisce una solida base per i negoziati che si svolgono nel quadro di questa Conferenza. Il ruolo del consiglio di Sicurezza dovrà essere limitato. E= compito della Corte istituire i procedimenti penali. Bisognerà permettere al procuratore di iniziare l=azione ex officio. Le decisioni adottate dal Procuratore dovranno poter essere oggetto di appello. La competenza della Corte deve essere complementare ovvero la Corte saracco competente solo nel caso che le giurisdizioni nazionali siano inefficaci. L=Egitto attribuisce un=importanza particolare alla questione dell=universalità. E= necessario dispiegare energie considerevoli per ridurre le divergenze sulle questioni importanti che restano in sospeso al fine di raggiungere un consenso sul progetto di statuto.
CHUNG TAE-IK (rappresentante della Repubblica di Corea)
La giustizia e= un elemento indispensabile per il mantenimento della pace. E= per questo che il progetto di statuto della Corte, dal quale prende avvio la Conferenza, merita un esame approfondito. Non saracco= facile ottenere un consenso, ma tale consenso e= necessario e richiede uno spirito di compromesso. La Corte non usurpera= la sovranità giudiziaria degli Stati, bensì= la rafforzerà. La creazione della Corte deve poggiare su pilastri quali l=indipendenza, l=efficacia, l=equità e la sicurezza finanziaria. I crimini di competenza della Corte sono il genocidio, il crimine di guerra, il crimine contro l=umanita= e il crimine di aggressione. Bisogna includere anche quest=ultimo crimine poiche= la sua esclusione costituirebbe un passo indietro rispetto a Norimberga e Tokyo. E= necessario inoltre che i conflitti interni entrino a far parte dei crimini di guerra. Inoltre il Procuratore deve avere l=autorita= per aprire le inchieste, anche a rischio di minare l=efficacia della Corte. I timori di vedere il procuratore abusare del proprio potere possono essere placati introducendo un meccanismo di controllo. L=indipendenza della Corte non deve essere compromessa dal Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio, come tutti gli Stati membri, deve avere il diritto di rinviare davanti alla Corte tutte le situazioni di grave violazione di sua competenza. Per cio= che riguarda il principio di complementarita=, la corte deve avere competenza di decidere sul proprio intervento e lo Stato chiamato in causa dovra= sostenere il carico della prova.
La violenza sessuale e la protezione dell=infanzia dovranno essere previsti dallo statuto. Infine, la cooperazione degli stati firmatari costituisce una condizione preliminare all=efficacia della Corte. Non bisogna sottovalutare l=importanza di garantire un adeguato finanziamento alla Corte. Nei primi tempi, al budget della Corte dovra= provvedere il bilancio ordinario delle Nazioni Unite; in seguito i costi della Corte saranno coperti da contributi volontari.
BORIS FRIEC (ministro degli esteri della Slovenia)
La Corte Penale Internazionale deve essere un=istituzione giudiziaria indipendente e forte. E= importante tutelare lo spirito del principio su cui si fonda la Corte Penale Internazionale, cioe= il primato dei diritti e dei doveri degli stessi Stati firmatari nel ricercare e perseguire i crimini commessi in violazione del diritto internazionale.
La Corte dovra essere complementaria alle giurisdizioni nazionali. Essa dovra= avere una competenza inerente a conoscere i crimini di genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l=umanita. Gli Stati dovranno dunque accettare la sua autorita= ratificando lo statuto senza essere chiamati a dare il loro consenso ulteriore e senza applicare un regime di opzione. Lo statuto dovra permettere agli Stati e al Consiglio di Sicurezza il deferimento alla Corte e ad un procuratore indipendente che sara= dotato di poteri d=inchiesta e procedimento penale. La Corte dovra essere competente per conoscere i crimini di guerra commessi nel corso dei conflitti armati interni e senza applicare il principio della commissione prevista in misura eclatante.
La Slovenia sostiene il principio di una piu efficace protezione delle vittime e dei testimoni, cosi= come dei sospettati o inquisiti, sulla base delle garanzie universali stabilite per lo svolgimento di un processo equo. Il buon funzionamento della Corte sara= fortemente indebolito dalle riserve che saranno espresse dai singoli Stati. Tenendo conto della complessita= delle diverse posizioni in merito al progetto di statuto, la Slovenia ritiene che le riserve convergeranno verso l=obiettivo e gli intenti dello statuto. Il finanziamento della Corte da parte delle Nazioni Unite costituisce il mezzo migliore.
HERVE CASSAN (Consigliere speciale del Segretario Generale dell=Organizzazione Internazionale della Francofonia):
E= chiaro che i paesi membri della Francofonia appartengono a sistemi giuridici diversi; aderiscono tuttavia ampiamente ai medesimi valori giudidici. Possiedono una cultura giuridica specifica, un ideale giurisdizionale comune, e concezioni normative comuni. Infatti la Francofonia costituisce oggi un autentico spazio di cooperazione giuridica e giudiziaria. Cio= spiega anche perche= l=Organizzazione Internazionale della Francofonia ha avuto un ruolo di concertazione fra i suoi membri per preparare questo importante negoziato internazionale.
Queste concertazioni hanno consentito di propiziare il consenso su un certo numero di punti importanti, fra cui i principali crimini di competenza della Corte come il crimine di genocidio, i crimini di guerra ed il crimine contro l=umanita=. Si e= inoltre sviluppato un consenso sull=estensione della nozione di crimini di guerra ai conflitti non internazionali nonche= sui rapporti fra la Corte ed il Consiglio di Sicurezza.
MARY ROBINSON (Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani)
Questa conferenza è di grande importanza per l=Alto Commissariato. La futura corte dovrà combattere l=impunità. Una corte permanente forte trasmetterà un potente messaggio di deterrenza a quanti detengono posizioni di potere e di comando che essi non potranno usare ulteriormente tattiche terroristiche e indiscriminata uccisione dei non combattenti come arma di guerra o per un qualunque altro scopo.
Questa conferenza non si occupa di fatti storici; bensì delle ultime notizie. I rapporti dal Kosovo, dalla Sierra Leone, dalla regione dei Grandi Laghi, dall=Afganistan e dalla Colombia ci raccontano tutti la stessa storia: atrocità impunite che si traducono in ulteriori atrocità. Ora abbiamo la possibilità di rompere con il passato istituendo la corte che sarà equa, efficace e si guadagnerà il rispetto universale. Fra i compiti della conferenza sarà fondamentale una chiara definizione dei crimini. La giuridizione della corte non dovrebbe essere limitata ai confini internazionale; lo stupro dovrebbe essere incluso nello statuto come arma di guerra. E dovrebbe essere prevista la possibilità di riparazione.
Cinquant=anni fa=, quando i membri della commissione sui diritti umani si sono incontrati per completare la stesura della Dichiarazione Universale, hanno riconosciuto la necessità di superare definizioni limitative degli interessi egoistici nazionali e si sono accordati su un documento che noi tutti conosciamo come una potente espressione dell=anelito alla pace, alla giustizia e alla dignità che esiste in ogni individuo. Questa conferenza dovrebbe rispondere alla medesima ispirazione e lasciare al nuovo millennio un=istituzione che offrirà al proprio contributo ai diritti umani.
JAMES CRAWFORD (Membro della Commissione sul Diritto Internazionale)
I primi lavori della Commission sul Diritto Internazionale sull=istituzione di una corte penale hanno dovuto affrontare numerosi problemi. Ma la conferenza che si sta= svolgendo a Roma rappresenta il coronamento di questi sforzi. Lo statuto iniziale affermava che avrebbe dovuto esserci una corte permanente, istituita da un trattato. Essa avrebbe dovuto intrattenere dei rapporti con il consiglio di sicurezza. Si sarebbe trattato di una corte con una giurisdizione relativa ai principali crimini del Diritto Internazionale e del Diritto Umanitario Internazionale. Il lavoro della corte si sarebbe svolto in base al principio della complementarietà.
La bozza di statuto presentata alla conferenza è diversa dal testo precedente, ed è giusto che sia così. I principi sono stati modificati in una direzione progressiva. Il processo di sviluppo di una corta penale internazionale permanente potrebbe essere lungo come quello necessario alla costruzione di Roma, ma facciamone il primo passo a questa conferenza che non è soltanto un esercizio tecnico. Possa la conferenza produrre uno statuto efficace e giusto.
WILLIAM PACE (Rappresentante Coalizione ONG per una Corte Penale Internazionale)
La questione dinanzi alla conferenza è se 50 anni dopo l=adozione di convenzione internazionali che mettevano fuori legge il genocidio, i crimini contro la pace e l=umanità il mondo instituirà un tribunale permanente capace di garantire che i governi nazionali o la corte penale internazionale incriminino gli autori di queste gravissime violazioni del diritto internazionale e dei principi morali universali. Oggi, qui, esistono le conoscenze diplomatiche e una leadership in grado di istituire una corte efficace, indipendente e giusta ma vi sono anche governi non ancora pronti ad accettare imposizioni nazionali ed internazionali vincolanti in merito a violazioni del diritto umanitario internazionale.
La questione è se la maggioranza delle nazioni galvanizzerà la volontà politica di resistere a quelle nazioni che non sono ancora pronte per una simile corte e che tenteranno di bloccare l=adozione di un trattato incisivo o che tenteranno di creare una corte debole e priva di potere, che sarebbe soggetta al controllo o al veto delle nazioni più potenti, o che avrebbe bisogno del consenso di quelle nazioni i cui leader sono spesso gli stessi che hanno commesso questi crimini. Se avremmo successo questo significherà la creazione di una corte che preverrà il massacro o lo stupro di milioni di persone nel prossimo secolo. Si tratta di una responsabilità al tempo stesso pesante e che ci onora. Non possiamo fallire.
ROMEU OLMAR KLICH (Segretario Nazionale Movimento per i Diritti Umani, Brasile)
Le organizzazioni latinoamericane lavorano giorno dopo giorno a fianco dei poveri e delle vittime affamati di giurstizia. Fra questi vi sono donne e popolazioni indigene che non hanno alcun potere e sono vittime di continue violazioni dei diritti umani. Molte volte le leggi emanate durante una dittatura finiscono per garantire l=impunità ai trasgressori. L=esperienza dell=America latina dimostra come corti che siano soggette a interferenze politiche non servono la causa della giustizia. La corte penale internazionale che sarà davvero libera dalle interferenze politiche sarà anche organismo per portare giustizia a chi ne ha bisogno.
EVA BOENDERS (Associata del Personale Legale del gruppo politico sui bambini con sede a New York)
Le prove dimostrano come nei conflitti dei giorni nostri i bambini siano principalmente le vittime. Essi vengono deliberatamente presi come bersaglio. Secondo la nostra organizzazione, gli atti di violenza commessi nei loro confronti dovrebbere essere inseriti nella corte penale internazionale. La protezione dei minori sarà effettivamente realizzata solo in una corte penale internazionle forte ed efficace che abbia un procuratore indipendente e con una giurisdizione universale relativa ai suoi crimini fondamentali.