

A conclusione della Conferenza dei Plenipotenziari delle Nazioni Unite
per la istituzione di una Corte Penale Internazionale, si e' tenuta questo
pomeriggio nella Sala Orazi e Curiazi del Campidoglio la cerimonia per
la adozione e l'apertura alla firma dello Statuto di Roma.
Nel corso della cerimonia, oltre al Segretario Generale delle Nazioni
Unite, Kofi Annan che ha inaugurato gli interventi, seguito dal ministro
degli esteri italiano Lamberto Dini, e al sindaco di Roma Francesco Rutelli
che ha chiuso l'evento, sono intervenuti il presidente della
Conferenza, prof.Giovanni Conso, il presidente del Comitato Plenario della
Conferenza, Philippe Kirsch, il presidente del Comitato di Redazione
Cherif Bassiouni.
Nel suo intervento, Conso ha sottolineato come, con l'istituzione della
Corte penale Internazionale, sia stata scritta "una parte di storia che
segna un cambiamento profondo nel cammino dell'individuo" verso una protezione
sempre piu' efficace degli individui, a cinquant'anni dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani. La Comunita' internazionale non
tollerera' piu' le atrocita' e l'impunita' dei colpevoli. Quello che sembrava
un sogno, ha concluso Conso, e' diventato realta'.
Il Presidente del Comitato Plenario, il canadese Philippe Kirsch, ha invece dichiarato che la Conferenza Diplomatica ha creato solide fondamenta per un'istituzione che avra' forte impatto sulle generazioni future. La comunita' internazionale ha dimostrato di non essere disposta a restare a guardare insilenzio mentre si commettono genocidi: il troppo e' troppo. L'adozione dello statuto e' stato un grande momento e ulteriori sforzi devono essere compiuti per permettere al documento di svolgere il proprio ruolo. Kirsch ha inoltre lanciato un appello a quegli Stati che hanno avuto problemi con il testo affinche' riflettano e non respingano "cio' che rappresenta per molti versi il futuro dell'umanita'".
Il Presidente del Comitato di Redazione, l'egiziano Cherif Bassiouni, ha sottolineato che il mondo non sara' piu' lo stesso dopo l'adozione dello Statuto della Corte penale Internazionale. La cerimonia di oggi e' stato l'ultimo capitolo di una storia cominciata alla fine della Prima Guerra Mondiale, intesa a ribadire che l'impunita' per gli esecutori di tali crimini d'interesse internazionale non saranno piu' a lungo tollerati. Non saranno certo eliminati tutti i conflitti o restituite alla vita le vittime, ma la Corte certamente portera' giustizia. Lodando tutti coloro che hanno contribuito al processo di creazione della Corte, Bassiouni ha infine citato Winston Churchill: "Mai in cosi' tanti hanno dovuto tanto a cosi' pochi".
A chiusura della cerimonia, lo Statuto e' stato firmato dai rappresentanti dei seguenti paesi: Albania, Andorra, Bolivia, Camerun, Congo, Francia, Ghana, Grecia, Italia, Liberia, Liechtenstein, Madagascar, Mali, Mauritius, Principato di Monaco, Namibia, Niger, Olanda, Panama, Samoa, San Marino, Senegal, Spagna, Svizzera e Zambia.