18 luglio 1998


Comunicato stampa
L/ROM/23

Cerimonia di adozione dello Statuto

CONCLUSA LA CERIMONIA DI CHIUSURA DELLA CONFERENZA DIPLOMATICA
PER LA ISTITUZIONE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
 
 

A conclusione della Conferenza dei Plenipotenziari delle Nazioni Unite per la istituzione di una Corte Penale Internazionale, si e' tenuta questo pomeriggio nella Sala Orazi e Curiazi del Campidoglio la cerimonia per la adozione e l'apertura alla firma dello Statuto di Roma.
 
Nel corso della cerimonia, oltre al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan che ha inaugurato gli interventi, seguito dal ministro degli esteri italiano Lamberto Dini, e al sindaco di Roma Francesco Rutelli che ha chiuso l'evento,  sono intervenuti  il presidente della Conferenza, prof.Giovanni Conso, il presidente del Comitato Plenario della Conferenza, Philippe Kirsch,  il presidente del Comitato di Redazione Cherif Bassiouni.
 
Nel suo intervento, Conso ha sottolineato come, con l'istituzione della Corte penale Internazionale, sia stata scritta "una parte di storia che segna un cambiamento profondo nel cammino dell'individuo" verso una protezione sempre piu' efficace degli individui, a cinquant'anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.  La Comunita' internazionale  non tollerera' piu' le atrocita' e l'impunita' dei colpevoli. Quello che sembrava un sogno, ha concluso Conso, e' diventato realta'.

Il Presidente del Comitato Plenario, il canadese Philippe Kirsch, ha invece dichiarato che la Conferenza Diplomatica ha creato solide fondamenta per un'istituzione che avra' forte impatto sulle generazioni future. La comunita' internazionale ha dimostrato di non essere disposta a restare a guardare insilenzio mentre si commettono genocidi: il troppo e' troppo. L'adozione dello statuto e' stato un grande momento e ulteriori sforzi devono essere compiuti per permettere al documento di svolgere il proprio ruolo. Kirsch ha inoltre lanciato un appello a quegli Stati che hanno avuto problemi con il testo affinche' riflettano e non respingano "cio' che rappresenta per molti versi il futuro dell'umanita'".

Il Presidente del Comitato di Redazione, l'egiziano Cherif Bassiouni, ha sottolineato che il mondo non sara' piu' lo stesso dopo l'adozione dello Statuto della Corte penale Internazionale. La cerimonia di oggi e' stato l'ultimo capitolo di una storia cominciata alla fine della Prima Guerra Mondiale, intesa a ribadire che l'impunita' per gli esecutori di tali crimini d'interesse internazionale non saranno piu' a lungo tollerati. Non saranno certo eliminati tutti i conflitti o restituite alla vita le vittime, ma la Corte certamente portera' giustizia. Lodando tutti coloro che hanno contribuito al processo di creazione della Corte, Bassiouni ha infine citato Winston Churchill: "Mai in cosi' tanti hanno dovuto tanto a cosi' pochi".

A chiusura della cerimonia, lo Statuto e' stato firmato dai rappresentanti dei seguenti paesi: Albania, Andorra, Bolivia, Camerun, Congo, Francia, Ghana, Grecia, Italia, Liberia, Liechtenstein, Madagascar, Mali, Mauritius, Principato di Monaco, Namibia, Niger, Olanda, Panama, Samoa, San Marino, Senegal, Spagna, Svizzera e Zambia.

 

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