

Dopo l'intervento di Lamberto Dini, ha preso la parola il Presidente del Comitato plenario, Philippe Kirsch, che ha ringraziato il Ministro degli Esteri Italiano per le sue parole. Sono stati quindi presentati dei rapporti da parte dei gruppi di lavoro sulla parte 9 dello Statuto (cooperazione internazionale e assistenza giudiziaria) contenuta nel documento A/CONF.183/C.11/WGIC/L11/Add.2 e Corr.1 e Add.3 e Corr.1 e sul Documento Finale (A/CONF.183/C.1/L.49/Rev.1/Add.1). Il Comitato Plenario ha deciso di rimandare tutti gli articoli, ad eccezione del n. 91, para. 4, al Comitato di Redazione.
Sempre nel pomeriggio, Cherif Bassiouni (Egitto), Presidente del Comitato di Redazione, ha presentato i suoi primi rapporti al Comitato Plenario. Egli ha spiegato come il comitato sia composto da rappresentanti di 25 paesi, con una vasta rappresentanza geografica e dei diversi sistemi giuridici. I membri del comitato vantano inoltre una vasta esperienza giurisprudenziale. Il comitato ha lavorato seguendo le norme procedurali della Conferenza e ha il compito di garantire una stesura omogenea e unitaria dello Statuto. Nel corso dei lavori, molto tempo è stato dedicato ad evitare che sorgessero conflitti terminologici affinchè il testo fosse chiaro. Il comitato ha prestato particolare attenzione per evitare che venissero effettuate delle modifiche sulle questioni sostanziali a causa delle differenze nelle bozze di testo prodotte dai gruppi di lavoro. Bassiouni ha poi spiegato che il Comitato di Redazione ha lavorato contemporaneamente in sei lingue. Oltre ad approvare i testi esso ha dovuto quindi verificare che il significato dei termini utilizzati fosse sempre il medesimo. Finora, le parti 1, 2, 3, 4 e 9 che comprendono 36 articoli della bozza di Statuto sono state riscritte affinchè il Comitato Plenario le riesamini. Alla fine della sessione odierna il Comitato avrà lavorato su circa 70 articoli. Il Presidente Bassiouni ha concluso esprimendo l'augurio che, entro venerdì 17 luglio il comitato possa concludere il suo lavoro con l'approvazione di una serie di testi di cui tutte le delegazioni possano essere orgogliosi.