

Per l'Italia, che è onorata di ospitare questa Conferenza ed
i suoi delegati, la creazione della Corte Penale Internazionale è
questione di massima priorità. Lasciare impuniti i crimini
contro l'umanità significherebbe il fallimento degli sforzi compiuti
sin dal 1948 per trasformare solenni dichiarazioni di principio in norme
del diritto penale internazionale. Purtroppo, al proliferare di Convenzioni
e dichiarazioni sui diritti, ha fatto da contraltare l'incapacità
di proteggere e salvaguardare il più elementare fra i diritti umani:
quello alla vita ed alla sicurezza. Non basta che la comunità internazionale
raggiunga un accordo su ciò che può essere considerato una
violazione del diritto internazionale. E' necessario che vi sia un'autorità
in grado di perseguire tali violazioni. Dovrà trattarsi di una Corte
forte, dotata della necessaria credibilità e che benefici di un'ampia
partecipazione. Essa dovrà essere complementare ai tribunali nazionali,
e non sostituirli, intervenendo solo nel caso in cui questi non vogliano
o non sia in grado di agire. Occorrerà che i crimini che rientrano
nella sua giurisdizione vengano definiti con esattezza. Crediamo che essa
dovrebbe limitare la propria giurisdizione ai crimini di guerra, si tratti
di guerre civili o fra stati. La Corte dovrebbe essere in grado di perseguire
il crimine di aggressione, nonostante l'accertamento di tale crimine competa
al Consiglio di Sicurezza . Più in generale, dovrà essere
salvaguardato il ruolo del Consiglio di Sicurezza come custode della pace
e della sicurezza internazionale.
La credibilità della Corte dipenderà dall'accettazione
della sua giurisdizione. Per questo, riteniamo che la nazione che ratifica
il trattato debba automaticamente riconoscerne l'autorità. Se questo
non avverrà, avremo solo un tribunale arbitrale operante in funzione
della volontà politica contingente e sostanzialmente incapace di
prevenire e punire i crimini che rientrano nella sua sfera di competenza.
Per questo tutti gli Stati partecipanti dovranno assicurare la loro
totale cooperazione in ogni fase del lavoro della Corte.