

La cruciale questione delle relazioni fra la istituenda Corte Penale Internazionale ed il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di indipendenza o di stretto collegamento operativo, e' stata al centro dei lavori di stamane della Conferenza diplomatica dei Plenipotenziari dell'ONU.
Molto atteso l'íntervento di apertura della seduta, del ministro degli esteri italiano Lamberto Dini, in veste di paese ospitante la Conferenza: Dini si e' schierato fra i fautori dell'indipendenza del Procuratore della Corte ed ha sostenuto la necessita' di riconoscergli il potere di avviare autonomamente le procedure giudiziarie e le inchieste. Anche se e' fra le responsabilita' principali del Consiglio di Sicurezza accertare i crimini di aggressione, il ministro italiano sostiene che anche la Corte dovra'avere questo potere; diversamente, verrebbe meno una delle funzioni fondamentali della Corte.
Il rappresentante degli Stati Uniti, l'ambasciatore Bill Richardson, ha invece sostenuto la tesi che la Corte Penale Internazionale dovra' essere parte integrante dell'ordinamento internazionale, del quale il Consiglio di Sicurezza e' un elemento vitale. Pertanto, secondo la posizione degli Stati Uniti, la proposta di dotare il procuratore della Corte Penale Internazionale del potere totale di iniziativa indebolirebbe il ruolo della Corte.
Diametralmente opposta l'opinione manifestata dal procuratore capo dei Tribunali allestiti per processare i crimini perpetrati nelle repubbliche ex jugoslave ed in Ruanda, Richard Goldstone, secondo il quale la Corte Penale Internazionazionale non avrebbe alcuna credibilita', e la giustizia internazionale sarebbe gravemente compromessa, se la Corte stessa o i suoi procuratori fossero assogettati al controllo di organismi politici, quali il Consiglio di Sicurezza dell'ONU o gli stati firmatari della Convenzione. Il giudice Goldstone (che parlava in veste di rappresentante della ONG "Coalizione per la Giustizia Internazionale"), e'arrivato ad affermare che, se prevalesse la linea di quanti obiettano all'indipendenza della Corte dal potere politico, verrebbe meno la ragione fondamentale per l'istituzione della Corte stessa.
LAMBERTO DINI, (Ministro Affari Esteri Italia)
La Corte dovrà essere complementare ai tribunali nazionali. Occorrerà
definire con esattezza che i crimini che rientrano nella sua giurisdizione,
che dovrà essere limitata ai crimini di guerra. Essa dovrebbe inoltre
essere in grado di perseguire il crimine di aggressione, nonostante l'accertamento
di tale crimine competa al Consiglio di Sicurezza . Più in generale,
dovrà essere salvaguardato il ruolo del Consiglio di Sicurezza come
custode della pace e della sicurezza internazionale.
La credibilità della Corte dipenderà dall'accettazione
della sua giurisdizione. Per questo, riteniamo che la nazione che ratifica
il trattato debba automaticamente riconoscerne l'autorità. Se questo
non avverrà, avremo solo un tribunale arbitrale operante in funzione
della volontà politica contingente e sostanzialmente incapace di
prevenire e punire i crimini che rientrano nella sua sfera di competenza.
Per questa ragione tutti gli Stati partecipanti dovranno assicurare la
loro totale cooperazione in ogni fase del lavoro della Corte.
MICHAL VALO (Procuratore Generale, Slovacchia)
La Corte Penale Internazionale deve esser un organo internazionale indipendente
che gode di una autorita' chiaramente stabile. La Corte deve avere la competenza
per i crimini di genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanita'.
Bisogna aggiungere a questa lista anche i crimini di aggressione.
Il principio di complementarità' che la Corte deve avere e' di grande
importanza ed essa deve esercitare la sua competenza solo in caso di fallimento
degli organi nazionali. Il diritto slovacco prevede numerose possibilita'
di punire gli autori dei crimini che saranno oggetto della futura Corte.
Considerando che la maggior parte dei conflitti trovano le loro origini
nel corso delle guerre civili, si dovrebbe fare in modo che la Corte abbia
la competenza per riconoscere tali i crimini commessi nel corso di questi
ultimi anni. La Corte Penale Internazionale deve avere il diritto di condurre
delle inchieste senza l'accordo preliminare dello Stato firmatario. Nel
caso di uno Stato non firmatario, i procedimenti penali si dovranno svolgersi
con l'accordo di questo stesso Stato. L'efficacia della Corte dipendera'
in principio e soprattutto dalla cooperazione degli Stati. Per la Slovacchi
e' importante che lo statuto della futura Corte non permetta che vengano
formulate delle riserve.
RASHID ABADALLAH AL-NOAIMI ( Ministro della Giustizia Emirati Arabi Uniti)
La futura Corte Penale Internazionale dovra' contribuire a garantire
la giustizia e l'uguaglianza nel mondo. L'Unione degli Emirati Arabi
ha aderito ad un grande numero di procedimenti giuridici relativi ai diritti
dell'uomo.
La creazione di una Corte Penale Internazionale dovra' prendere in
considerazione e rispondere agli sforzi fatti dalla comunità internazionale
per perseguire e giudicare i responsabili che hanno violato i diritti umanitari
internazionali. La competenza della futura Corte sara' basata sulle sue
relazioni con le Nazioni Unite. Il procuratore della Corte non potra' di
sua iniziativa impadronirsi della Corte stessa. Il possesso non dovra'
che essere assicurato che da uno Stato firmatario.
HIPOLITO PATRICIO (Vice Ministro Affari esteri e Cooperazione del Mozambico)
La comunita' internazionale si e' riunita qui a Roma per gettare le basi di uno strumento sufficientemente convincente affinche' gli autori dei crimini definiti nello statuto non restino impuniti. Il Mozambico stima che la comunita' internazionale manifesti oggi una volonta' politica vera di creare, qui a Roma, una Corte Penale Internazionale che sara' permanente, indipendente, universale ed efficace per punire i piu' gravi crimini commessi contro il diritto internazionale. Il Mozambico riafferma la natura sacrosanta dei principi di sovranita' e della non ingerenza negli affari interni di uno Stato come anche la necessita' di consenso preliminare di uno Stato prima dell'esercizio della competenza della Corte. Per il mio paese, la Corte e' un meccanismo complementare alle giurisdizioni nazionali in materia di crimini di genocidio, di cimini di guerra, di crimini contro l'umanita' e di crimini di aggressione, dei quali bisognera' precisare la definizione.
Il Mozambico si augura ugualmente la definizione chiara dei termini
della coordinazione e della cooperazione tra la Corte e gli Nazioni Unite,
in particolare il Consiglio di Sicurezza. Quanto al finanziamento
della Corte Penale Internazionale, il Mozambico appoggia il principio di
un finanziamento da parte delle Nazioni Unite fintanto che le risorse della
Corte si dimostrano insufficienti. Nel nome del principio della democrazia,
il Mozambico si esprime a favore di una equa rappresentanza, secondo il
principio di ripartizione geografica, interna a tutti gli organi della
Corte.
MAIDIN HASHIM (Brunei)
Gli individui dovrebbero essere chiamati a rispondere in casi di gravi
violazioni del diritto internazionale. L'aggressione può rientrare
nella giurisdizione della Corte purché si giunga a definirla in
maniera chiara e precisa. Per essere efficace, la Corte dovrà essere
imparziale ed indipendente. Questo obiettivo potrà essere raggiunto
garantendo la piena competenza dei giudici e degli altri componenti della
Corte. Il Procuratore dovrà svolgere i propri compiti senza ostacoli,
ma il suo lavoro dovrà essere sottoposto al vaglio di una corte
istruttoria.
La Corte dovrà essere libera da ogni genere di interferenza
politica, e dovrà essere ricercato uno stretto rapporto con le Nazioni
Unite da regolare mediante un accordo. Per tutelare gli interessi statali
la Corte non dovrà sostituire i tribunali nazionali, ma essere loro
complementare.
TALBAK NADAROV (Tagikistan)
Nelle competenze della Corte dovranno rientrare i più gravi crimini
internazionali: genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di
guerra. Questo genere di reati mettono infatti a rischio la pace e la sicurezza
internazionali. Nella giurisdizione della Corte dovrebbero inoltre rientrare
il terrorismo, in tutte le sue forme, e il narcotraffico. Dovrà
altresì essere chiaro il rapporto fra la Corte ed i sistemi giudiziari
nazionali.
La Corte dovrà essere assolutamente indipendente, considerati
i suoi compiti specifici. Il rapporto che essa intratterrà con il
Consiglio di Sicurezza dovrà quindi essere basato sui rispettivi
mandati, ma il Consiglio dovrà giocare un ruolo nel determinare
i crimini che saranno deferiti alla Corte.
FRANCOIS LONSENY FALL (Guinea)
La Corte dovrà svolgere i propri compiti in maniera indipendente,
come del resto il Procuratore, il quale potrà avviare autonomamente
una inchiesta. La Corte dovrà essere complementare ai tribunali
locali, rispettando la sovranità nazionale. La Guinea è particolarmente
sensibile al tema dell'aggressione, dal momento che negli anni ‘70 è
stata vittima di tale crimine.
JANOS GOROG (Ungheria)
L'Ungheria ritiene che la Corte Penale Internazionale debba avere competenza
specifica sul genocidio, sui crimini di guerra e sui crimini contro l'umanità.
Il reato di aggressione dovrebbe essere inserito nello statuto, purché
se ne dia una definizione precisa e venga definito il ruolo del Consiglio
di Sicurezza in rapporto a tale questione. In virtù del regime di
competenza specifica, la Corte sarebbe esentata dalla necessità
di richiedere agli Stati il consenso ad operare.
La Corte dovrebbe inoltre essere dotata dell'autorità per decidere
se i tribunali nazionali competenti siano o meno in grado di esercitare
la propria giurisdizione. Il Procuratore dovrà avere la facoltà
di dare autonomamente inizio alle indagini ed ai procedimenti. Egli dovrà
essere soggetto unicamente al controllo di appositi organi della Corte
stessa. Gli Stati Membri dovranno avere l'obbligo formale di ottemperare
alle richieste di assistenza e cooperazione della Corte, senza alcuna possibilità
di rifiutarsi basandosi sulle leggi nazionali o su accordi di cooperazione
bilaterali. Nello statuto della Corte non dovranno assolutamente essere
previste limitazioni, che renderebbero il sistema ingovernabile.
JAVAD ZARIF (Iran)
Dovrebbe essere approntato un documento che consenta di soddisfare il
requisito dell'universalità. Per facilitare l'istituzione della
Corte sarebbe opportuno che il suo campo d'azione fosse limitato e ben
definito. L'Iran è a favore dell'inclusione del reato di aggressione
nello statuto della Corte.
La Corte dovrebbe agire dopo aver ottenuto il consenso degli Stati.
Il ruolo del Consiglio di Sicurezza dovrà essere definito esattamente
nello statuto della Corte, che potrà operare senza l'approvazione
del Consiglio. E' importante stabilire delle procedure per l'elezioni dei
giudici che consentano a tutti i sistemi legali di essere rappresentati.
B.C. MUTALE (Ministro Affari Legali Zambia)
I tribunali speciali per la ex Jugoslavia e per il Ruanda hanno dimostrato
che e' stato possibile chiamare a rispondere gli autori di gravi crimini
riguardo al diritto internazionale. La Corte Penale Internazionale dovra'
essere indipendente ed imparziale e funzionare in complementarità
con i tribunali nazionali.
La Corte Penale Internazionale dovra' avere competenza di avocare a
se' i crimini di guerra, di genocidio ed i crimini contro l'umanita' compiuti
in un contesto sia internazionale che interno. Il procuratore dovra'
essere libero di effettuare le inchieste basandosi su informazioni pervenutegli
da diverse fonti, e senza alcuna ingerenza. Per quanto riguarda il
finanziamento per la Corte, lo Zambia approva l'idea di derivarlo dal bilancio
ordinario delle Nazioni Unite. Questo rafforzerebbe la sua accettazione
universale, in particolare da parte di tutti i piccoli Stati finanziariamente
piu' deboli. E' importante che il Consiglio di Sicurezza non abbia i mezzi
per scalzare la Corte Penale Internazionale.
KHANLAR HAJIYEV (Presidente Corte Suprema Azerbaigian)
La creazione di una Corte Penale Internazionale permanente dovra'permetterre
di stabilire un equilibrio politico.
La lotta contro la criminalita' internazionale non costituisce un fatto
nuovo. L'Azerbaigian ribadisce il suo fermo impegno in favore di una Corte
dotata di piena autorita'. L'istituzione rapida di una tale Corte permettera'
di non avere piu' tribunali speciali. La futura Corte dovra' essere complementare
alle giurisdizioni nazionali. La sua competenza dovra' estendersi per i
crimini di guerra, i crimini contro l'umanita' ed il genocidio. La Corte
deve essere dotata di un procuratore indipendente abilitato a deferire
alla Corte.
Il finanziamento della Corte dovra' essere assicurato dagli Stati firmatari
dello Statuto. L'aggressione costituisce uno dei crimini piu' gravi
contro l'umanita' e, di conseguenza, non dovra' essere escluso dalla lista
dei crimini che saranno di competenza di questa Corte. La Corte Penale
Internazionale contribuira' a rafforzare la giustizia nel mondo.
JOSE PERAZA CHAPEAU (Direttore Questioni Giuridiche- Ministero Affari Esteri Cuba)
La Corte Penale Internazionale deve essere indipendente, imparziale
ed efficace. Non deve interferire nelle questioni interne degli Stati
che l'hanno istituita. Pur restando un organo indipendente, la Corte non
dovra' restare marginale agli Stati che l'hanno creata. Essa non dovra'
trasformarsi in uno strumento d'ingerenza negli affari interni degli Stati.
Essa dovra' avere un ruolo preventivo per i crimini sanciti dalla Convenzione
di Ginevra ed astenersi dall'intervenire quando i tribunali nazionali si
mostrino all'altezza del compito. La Corte dovra' fondarsi sul consenso
degli Stati firmatari e tuttavia mantenere il suo carattere complementare.
Per Cuba sara' necessario definire piu' in seguito il crimine d'aggressione
e preoccuparsi, in particolare, che la Corte non venga subordinata
al Consiglio di Sicurezza.
Senza risorse stabili, la Corte non potra' funzionare, ed e' la che
si trova la chiave della sua indipendenza.
HANNA SUCHOCKA (Ministro della Giustizia della Polonia)
La Conferenza diplomatica attuale costituisce una base storica. Oggi
e' possibile far progredire il primato di diritto. E' anche indispensabile
mettere a punto una Corte Penale Internazionale che abbia una competenza
sui crimini piu' gravi. Questa Corte dovra' essere indipendente,
imparziale ed efficace e dovra' essere in grado di completare le giurisdizioni
nazionali. Dovra' avere una competenza di avocare a se' il
nocciolo duro dei crimini di genocidio, dei crimini di guerra e dei crimini
contro l'umanita'. I lavori effettuati dalla Conferenza diplomatica
dovrebbero permettere di risolvere i problemi legati alla definizione di
aggressione. La Polonia ritiene che l'adesione del maggior
numero possibile di Paesi potra' garantire l'efficacia della futura Corte.
Il Consiglio di Sicurezza non dovra' ostacolare il funzionamento della
Corte. E' infine fondamentale che gli Stati cooperino con la corte.
GABRIELE GATTI (San Marino)
San Marino ritiene che i rapporti tra la Corte Penale Internazionale
e i tribunali nazionali debbano basarsi sul principio di complementarità.
La Corte dovrà avere la facoltà di decidere autonomamente
quali casi rientrino nella sua giurisdizione. Non dovrà essere permesso
agli Stati di accettare o rifiutare l'autorità della Corte. L'azione
penale dovrà essere iniziata dal Procuratore, e non dagli Stati
membri. Andranno comunque previsti dei meccanismi interni di verifica dell'attività
del Procuratore. Per San Marino, tra i crimini che rientrano nella giurisdizione
della Corte andranno inclusi anche quelli perpetrati nelle guerre civili
e non solo in quelle fra Stati.
WALID NASR (Libano)
Malgrado i progressi realizzati dal Comitato preparatorio durante i
lavori per la realizzazione del progetto di statuto della futura Corte
Penale Internazionale, il mondo attende con ansia la decisione finale della
Conferenza. La necessita' di istituire una Corte e' innegabile, bisognerebbe
quindi che questa Corte sia indipendente, imparziale ed efficace al fine
di garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale.
Il Libano si augura che la futura Corte contribuisca al mantenimento
della pace e della sicurezza internazionale. Questa Corte dovra' essere
indipendente, e non un organo sussidiario. La Corte Penale Internazionale
cooperera' con il Consiglio di Sicurezza e l'Assemblea generale ma sara'
un'entita' indipendente. Se la Carta delle Nazioni Unite attribuisce
al Consiglio di Sicurezza la facolta' di adottare misure coercitive contro
gli Stati, la Corte potrebbe integrare questo ruolo nel momento in cui
misure analoghe sono adottate nei confronti degli individui.
Se ci si augura di istituire una Corte imparziale, essa dovra' rappresentare
tutti i sistemi giudiziari, in particolare nell'ufficio del procuratore.
Il principio di complementarità' dovrebbe essere precisato nel progetto
di statuto. Questo evitera' un'eventuale strumentalizzazione politica.
Il procuratore ed i suoi sostituti devono essere dotati di un'autorita'
chiara che permetta loro di avviare la procedura davanti la Corte
su richiesta di uno Stato i cui cittadini risultano vittime di un atto
criminale espressamente definito dalla statuto della Corte Penale Internazionale.
LJERKA MINTAS HODAK (Vice-Primo Ministro di Croazia)
La Croazia e' stata fra i paesi fondatori del Tribunale internazionale per l'ex-Iugoslavia con il quale essa ha cooperato in modo sostanziale. L'esperienza acquisita dimostra chiaramente che la creazione di una corte universale e permanente e' possibile solo se le condizioni di un trattamento giusto ed equo verso tutti gli individui e tutti gli Stati sono contemplate. La necessita' che la Corte sia efficace presuppone che gli Stati accettino di abbandonare la concezione classica di sovranita'. Nello stesso tempo, il principio di complementarita' deve essere ben compreso. Istituendo una simile Corte, gli Stati devono prevedere che essa debba essere piu' efficace del tribunale per l'ex-Iugoslavia.
La Corte deve essere al riparo dall'influenza degli avvenimenti politici
quotidiani. Il suo procuratore deve godere di totale indipendenza. Tutti
gli Stati devono cooperare con la Corte nello stesso modo e mettere in
pratica le sue raccomandazioni. Per la Croazia, l'istituzione di
una Corte Penale Internazionale permettera' di evitare l'arbitrio della
politica e le violazioni possibili di uno dei principi fondamentali
del diritto internazionale, cioe' il principio di pari sovranita' di tutti
gli Stati.
PAUL VARUL (Ministro di Giustizia dell'Estonia):
La futura Corte Penale Internazionale dovrebbe essere competente nel
perseguire i crimini fondamentali, come il genocidio, i crimini di guerra
ed i crimini contro l'umanita'. L'Estonia appoggia l'inclusione del
crimine di aggressione chiaramente definito nel quadro della competenza
della Corte. Aderendo allo statuto, uno Stato dovrebbe accettare la competenza
della corte su tutti i suoi crimini. La Corte dovrebbe anche perseguire
le violazioni gravi commesse nei conflitti armati interni. Il ruolo
di procuratore e' cruciale per garantire l'efficacia della Corte.
Il procuratore deve essere abilitato ad iniziare una procedura d'ufficio.
La questione piu' difficile verte sulla relazione tra il Consiglio
di Sicurezza e la Corte. Per l'Estonia, il Consiglio di Sicurezza deve
essere in grado di denunciare le situazioni alla conoscenza della
Corte. Tuttavia, al fine di garantire l'imparzialita' e l'indipendenza
della Corte, i procedimenti penali non dovrebbero essere subordinati al
Consiglio per evitare di impedire o ritardare gli atti fin quando una situazione
venga esaminata in virtu' del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite.
Lo statuto della Corte futura non dovrebbe prevedere la pena di morte.
Bisognerebbe adottare un approccio flessibile per il finanziamento della
corte, principalmente attraverso il bilancio ordinario delle Nazioni Unite
e contributi volontari.
IURIE LEANCA (Moldova)
Gli Stati dovrebbero accettare la giurisdizione della Corte che dovrebbe
attenersi al principio di complementarità. Per garantire l'indipendenza
della Corte, sarà necessario che le sue relazioni con il Consiglio
di Sicurezza siano molto costruttive. Al Procuratore dovrà comunque
essere concessa la facoltà di svolgere indagini senza attendere
il consenso del Consiglio.
VASSIL GOTZEV (Bulgaria)
La Corte dovrebbe essere complementare ai tribunali nazionali. Essa
dovrà esercitare la propria giurisdizione sui crimini commessi nel
corso delle guerre civili ed essere indipendente dal Consiglio di Sicurezza.
Nel suo statuto dovrebbe essere compreso anche il reato di aggressione.
Noi riteniamo che una cooperazione stretta fra l'ONU e la Corte sia una
condizione imprescindibile per il suo buon funzionamento. Tuttavia, il
Procuratore dovrebbe essere indipendente dal Consiglio di Sicurezza e avere
la possibilità di agire d'ufficio. Nello statuto dovrebbero essere
incluse disposizioni precise sul ruolo del Procuratore.
BILL RICHARDSON (Stati Uniti)
Il mondo non deve sottovalutare l'importanza degli sforzi compiuti dalla comunita' internazionale volti a creare una Corte Penale Internazionale. La futura Corte deve rappresentare una dichiarazione unitaria di consenso: il genocidio, i crimini contro l'umanita' e i crimini di guerra piu' gravi non sono mai ammissibili. Da questa decisione partirà un avvertimento inequivocabile ai potenziali tiranni e responsabili dei massacri: la comunità internazionale vi chiamerà a rispondere delle vostre azioni.
Ma deve essere la comunità mondiale a creare la Corte, che non può essere solo la creatura di un singolo gruppo di paesi. Deve essere costruita sulla solida base del consenso internazionale e ricevere il sostegno della comunità internazionale. Solo allora potrà essere veramente potente ed efficace.
Quando ci si riunirà per istituire una Corte permanente, sarà bene riconoscere la realtà del sistema internazionale vigente. Nell'istituire una Corte che rifletta i nostri ideali, dobbiamo ricordare che essa non opererà in un vuoto politico. L'esperienza ci ha insegnato a distinguere con prudenza tra ciò che appare positivo sulla carta e ciò che funziona nella realta' effettiva.
L'impegno degli Stati Uniti in favore della giustizia internazionale è fermo e forte. Laddove i sistemi giudiziari nazionali non possano o non vogliano assolvere al loro compito, gli Stati Uniti si sono gia' associati ad altri governi nell'istituire tribunali penali internazionali speciali, come per la ex Jugoslavia e il Ruanda. Questi tribunali hanno dimostrato che il mondo può affrontare il male, difendere il diritto e garantire la pace e la sicurezza internazionali attraverso l'applicazione del diritto internazionale. Per questo vorremmo la creazione di una giurisdizione ad hoc competente nel perseguire i responsabili delle atrocità commesse in Cambogia sotto il regime di Pol Pot.
Una Corte permanente non può restare isolata. Essa deve costituire parte integrante dell'ordine internazionale ed essere appoggiata dalla comunità internazionale. Il Consiglio di Sicurezza resta un elemento essenziale di tale ordine mondiale. Tenuto conto delle responsabilità giuridiche del Consiglio di Sicurezza nel campo del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, gli Stati Uniti ritengono che il Consiglio debba svolgere un ruolo nell'attività di una Corte penale Internazionale permanente, in particolare deve avere il potere di deferire alla Corte le situazioni su cui indagare, e deve poter imporre agli stati di cooperare con la Corte, se necessario.
Non solo per ragioni giuridiche, ma per ragioni politiche di importanza vitale, la Corte deve operare in coordinamento, e non in conflitto con il Consiglio di Sicurezza e con il suo ruolo e poteri contemplati dallo Statuto dell'ONU.
La Corte dovra' inoltre lavorare in coordinamento, e non in conflitto con gli stati: la Corte deve integrare la giurisdizione nazionale ed incentivare, per quanto possibile, l'azione giudiziaria nazionale. E dovra' dipendere necessariamente e fondamentalmente dal sostegno della comunita' internazionale per esercitare effettivamente i propri poteri.
Taluni hanno proposto, con le migliori intenzioni per la giustizia internazionale, di riconoscere al procuratore il potere di avviare di propria iniziativa le inchieste e di chiedere il rinvio a giudizio di chicchessia e dovunque. Questo ci sembra irrealistico e imprudente, e nella migliore delle ipotesi prematuro; in realta', questa proposta indebolirebbe la Corte, invece che rafforzarla. Questa Corte non puo'occuparsi di qualsiasi crimine impunito, per quanto orrendo o atroce possa essere. Non dobbiamo trasformare la Corte in un ombudsman dei diritti umani, con il compito di rispondere a denuncie di qualsiasi provenienza.
Riconosciamo invece al procuratore la massima indipendenza e discrezionalita'
nello svolgimento del suo lavoro. E la giurisdizione della Corte dovra'
essere abbastanza ampia da comprendere le atrocita' ricorrenti: pertanto,
la comunita' internazionale dovra' estendere la giurisdizione della Corte
ai conflitti armati interni ed ai crimini contro l'umanita', comprendendovi
lo stupro ed altre gravi violenze sessuali. Nel contempo, bisogna evitare
di includervi crimini che non siano ancora chiaramente definiti come tali
in base al diritto internazionale.
BOSSE HEDBERG, (Consiglio d'Europa)
Il Consiglio d'Europa sostiene fortemente la creazione di una Corte
Penale Internazionale quale strumento per consolidare la regola del diritto
a livello internazionale. E' stato detto che la stessa esistenza della
Corte dara' sara' un segnale significativo. E' vero, ma la Corte non deve
soltanto esistere: essa deve anche godere del solido sostegno della comunita'
internazionale in senso ampio ed essere dotata di poteri, procedure e mezzi
che le consentano di essere efficace e guadagnarsi quindi l'immediato rispetto
del mondo intero.
MARCEL DUBOULOZ (Commissione d'inchiesta internazionale sui diritti umani)
La Corte Penale Internazionale rappresenta l'anello mancante nelle Convenzioni
di Ginevra. Ad oggi piu' di 50 Stati hanno riconosciuto la competenza della
Commissione che si dichiara favorevole all'istituzione della Corte ed auspica
una stretta collaborazione con questo nuovo organismo.
RAYMOND E. KENDALL, (Interpol)
L'idea di costituire una Corte Penale Internazionale ha una particolare importanza per l'Interpol. La cooperazione stabilita fra l'Interpol ed i tribunali speciali sarà estesa in futuro anche ad una corte permanente. Le clausole della bozza di statuto che si riferiscono all'Interpol, contenute nel Capitolo IX, debbono essere riviste e l'organizzazione intenderebbe partecipare alle discussioni per la revisione del testo relativo, in modo da illustrare meglio la propria posizione.
ANA ELENA OBANDO, (Gruppo politico femminile per la parita' dei sessi nella Corte Penale Internazionale)
La Corte dovrebbe avere competenza specifica sui crimini fondamentali
senza dunque avere bisogno dell'autorizzazione degli Stati. Nessuno Stato
puo' intervenire nella procedura istruttoria, ne' imporre le proprie condizioni
o agire contro il consenso di certi Stati per ottenenre informazioni.I
crimini sui quali la Corte eserciterebbe la propria giurisdizione dovrebbero
includere qualunque forma di violenza contro le donne . La bozza di statuto
dovra' inoltre includere le violazioni commesse nei conflitti armati interni
e le violenze sessuali, in particolare lo schiavismo sessuale, la prostituzione
e la sterilizzazione forzata.
Le organizzazioni non governative dovrebbero partecipare all'attivita'
della Corte, anche attraverso la presentazione di denunce.
MARINO BUSDACHIN (Partito radicale transnazionale)
La Corte non rappresenta la soluzione di tutti i problemi del mondo. Ma riteniamo che essa sarà un potente strumento a supporto della politica e della diplomazia. La speranza piu' grande oggi e' che non ci sia piu' pace senza giustizia e che la giustizia non debba essere sacrificata sull'altare della "realpolitik"
RICHARD GOLDSTONE, (Pubblico ministero dei tribunali per la Jugoslavia e il Ruanda)
Se la Corte Penale Internazionale o il suo Procuratore saranno assoggettati al controllo di organismi politici, quali il Consiglio di Sicurezza o gli Stati partecipanti, esso non avrà credibilità e la giustizia internazionale sarà seriamente compromessa. Gli Stati partecipanti e quelli Membri delle Nazioni Unite avranno ugalmente sufficienti garanzie nel caso in cui il Procuratore della Corte sia responsabile e destituibile mediante un processo giudiziario.
Ma c'è una garanzia ulteriore: l'ufficio del Procuratore dovrà necessariamente impiegare degli avvocati professionisti ed investigatori provenienti da ogni parte del mondo. Essi sarebbero inevitabilmente i primi a denunciare il Procuratore nel caso in cui questi agisse in maniera non appropriata o dimostrasse un pregiudizio politico in sfavore di una qualsiasi nazione. La complementarità garantirà una protezione supplementare contro eventuali abusi del Procuratore.