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Quali sono le attuali sfide per operazioni di pace di successo?
 

Le sfide che si pongono alle operazioni di pace dell’ONU sono immense. In questi ultimi anni, la comunità internazionale ha assistito ad un sostanziale aumento della loro richiesta. L’Organizzazione si è trovata come mai prima a fronteggiare missioni complesse e multidimensionali, dispiegamenti massicci di forze militari e personale civile, e accuse di abusi sessuali perpetrate dagli operatori di pace dell’ONU. Malgrado ciò, l’aumento di richieste d’intervento ha chiaramente dimostrato che i paesi reduci da conflitti hanno bisogno dell’assistenza delle Nazioni Unite e riflettono la fiducia degli Stati Membri nelle missioni di pace dell’ONU quali strumento idoneo a far fronte a questi difficili compiti.

Le Nazioni Unite hanno continuato ad assicurare il loro sostegno per la stabilizzazione di fragili trattati di pace e la loro assistenza in processi di transizione. Nel solo 2005 l’ONU ha facilitato l’organizzazione di elezioni in quattro paesi reduci da conflitti: Afghanistan, Burundi, Haiti e Liberia, provvedendo contemporaneamente a fornire assistenza tecnica per le elezioni in Iraq. Nel 2006 sono previste elezioni nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove l' ONU ha dispiegato la sua più importante missione.

Le Nazioni Unite hanno risposto a situazioni dinamiche e complesse in Costa d’Avorio, Burundi, Georgia, Medio Oriente, Kosovo e Sudan e hanno fornito risposte decise in zone quali le regioni orientali della RDC e i distretti urbani di Port-au-Prince a Haiti. Nel 2005, l’ONU ha completato i suoi mandati per il mantenimento della pace in Sierra Leone e a Timor Est e sta adesso fornendo assistenza a questi paesi in transizione verso una fase di costruzione della pace nel lungo termine, sostenendo le relative recenti missioni dell’ONU a sostegno della costruzione della pace in loco (UNIOSIL e UNOTIL).

Al maggio 2006, il Dipartimento delle Operazioni di Pace delle Nazioni Unite dirigeva 18 operazioni di pace in tutto il mondo (comprese 15 operazioni per il mantenimento della pace e tre missioni politiche speciali), coinvolgendo quasi 89.000 truppe, tra polizia e personale civile. Rispetto al 2000 le truppe presenti su campo sono aumentate di cinque volte, con 10.000 unità in più rispetto al maggio 2005 e più di 22.000 rispetto al maggio 2004. A parte gli Stati Uniti, l’ONU dispone oggi del più grande numero di forze militari dispiegate nel mondo.

Queste operazioni hanno direttamente coinvolto oltre 200 milioni di uomini, donne e bambini colpiti dalla guerra. Le Nazioni Unite, tramite il Dipartimento per gli Affari Politici, sostengono altre otto missioni politiche o di costruzione della pace ed uffici in tutto il mondo.

Sebbene le Nazioni Unite, in seguito al rapporto Brahimi, abbiano coerentemente migliorato la loro capacità di sostegno e di pianificazione, la nuova ingente richiesta ha messo alla prova le capacità dell’ONU di mantenimento della pace come mai prima e ha richiesto risorse aggiuntive nonché un nuovo metodo per gestirle.

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che molte tra le maggiori potenze militari ed economie mondiali sono fortemente assorbite dal loro impegno - soprattutto in Iraq e Afghanistan – oppure per altre ragioni, come per esempio tagli alla spesa militare, hanno deciso di non fornire truppe alle missioni ONU. Nel frattempo, i maggiori dieci contribuenti di truppe destinate alle operazioni di pace provengono dai paesi in via di sviluppo che hanno risorse limitate.

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