| Un’operazione di pace può essere considerata di successo nel breve periodo, nel caso in cui il mandato assegnatole dal Consiglio di Sicurezza sia stato effettivamente assolto. Ma in ultima analisi lo sforzo svolto dalle Nazioni Unite in una situazione post-conflittuale sarà giudicato dall’abilità del paese che ha ospitato la missione a sostenere una situazione di pace e stabilità nel lungo periodo e a avviarsi decisamente lungo il cammino della ricostruzione e dello sviluppo.
Ci sono missioni di cui le nazioni Unite devono andare orgogliose: le missioni ONU hanno aiutato il processo di transizione democratica in Namibia, El Salvador, Nicaragua e Guatemala. Le missioni ONU hanno presieduto al ritiro delle forze straniere dalla Cambogia, e hanno consentito lo svolgimento delle elezioni del 1993 che ha posto fine al regime di terrore dei Khmer rossi. L’ONU ha condotto il Mozambico a una pace che è stata la premessa di una crescita economica sostenuta, e ne ha fatto così un simbolo di speranza per tutta l’Africa. Le Nazioni Unite hanno guidato Timor-Leste all’indipendenza proclamata nel 2002 e recentemente, nel dicembre 2005, hanno completato con successo la missione in Sierra Leone.
D’altro canto, alcuni paesi dove erano state stanziate truppe di pace sono ripiombate in situazioni conflittuali pochi anni dopo la fine delle operazioni di pace: “ Operazioni di successo…nelle quali il paziente decede”, le ha definite il Vice Segretario Generale per le Operazioni di Pace Guehenno. Nel corso degli anni ’90, Haiti e Liberia hanno rappresentato due situazioni nelle quali si è creato un divario tra l’attività di stabilizzazione della situazione di sicurezza – che è tradizionalmente al centro del peacekeeping – e i corrispondenti sforzi volti a creare strutture di governo e sviluppo, che invece in precedenza non erano stati considerati come parti di un’operazione di pace. Di conseguenza, le Nazioni Unite hanno dovuto avviare nuove missioni di pace in entrambi i paesi, dotandole di mandati più ampi che in precedenza.
Un esempio recente di Paese dove si sono verificate complicazioni un anno dopo che le Nazioni Unite avevano portato a termine una missione di pace apparentemente con successo, è stato Timor-Leste nella primavera del 2006. Quando il paese ripiombò nella violenza, il Segretario Generale Kofi Annan annunciò che le Nazioni Unite dovevano rivedere criticamente il proprio ruolo nel recente passato e valutare attentamente se il ritiro delle forze di pace fosse avvenuto troppo presto. Nel frattempo l’UNOTIL, l’ufficio delle Nazioni Unite a Timor-Leste, ha continuato a portare avanti il proprio mandato politico di sostegno, in attesa che il Consiglio di Sicurezza decida quale tipo di assistenza ulteriore fornire a Timor-Leste nei prossimi mesi per affrontare gli sviluppi imprevisti della situazione.
Costruire pace a partire dalle ceneri della guerra richiede tempo, e la comunità internazionale deve dimostrare di avere la volontà di lavorare al fianco delle istituzioni locali fino a quando esse sono pronte a sostenere da sole le responsabilità legate all’esercizio di un governo democratico, allo stato di diritto e a uno sviluppo economico costante. Le operazioni di pace devono essere collegate a un piano di lungo termine, che sopravviva loro, per il conseguimento di una reale situazione di stabilità. L’operazione in Sierra Leone, da poco conclusa, per esempio, conteneva elementi innati di strategia di costruzione di pace che sono attualmente in fase di attuazione.
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La Missione ONU in Sierra Leone (UNAMSIL), conclusa alla fine del 2005, può costituire un modello che dimostra la nuova enfasi che le Nazioni Unite attribuiscono alle attività di costruzione della pace.
Gli sforzi della comunità internazionale di porre fine a una guerra civile durata undici anni e di avviare il paese verso la pace ha consentito alla Sierra Leone di entrare in una fase di transizione democratica e migliore governo. Dal 2002, la Sierra Leone ha tratto beneficio da accentuate condizioni di sicurezza e continua a lavorare con l’obiettivo di rafforzare la pace e la riconciliazione nazionale.
Dopo un intervento decisivo da parte delle truppe britanniche nel 2001, le Nazioni Unite hanno prestato la propria attività per disarmare e smobilitare circa 75.000 ex combattenti. Le forze dell’ONU hanno ricostruito strade, scuole, edifici di culto, ospedali, avviando inoltre progetti agricoli e programmi di assistenza sociale. UNAMSIL ha poi aiutato la Sierra Leone a garantire che i diritti dei propri cittadini fossero pienamente tutelati; ad assicurare alla giustizia i responsabili per le violazioni del diritto internazionale umanitario attraverso l’attività del Tribunale Speciale per la Sierra Leone, appoggiato dalle Nazioni Unite; a sviluppare, infine, una forza di polizia professionale e democratica.
Una nuova missione – l’Ufficio integrato delle Nazioni Unite per la Sierra Leone (UNIOSIL) – è stato creato dal Consiglio di Sicurezza per aiutare a consolidare il processo di pace. Esso presterà la propria assistenza al governo per rafforzare i diritti umani, sviluppare l’economia, migliorare la trasparenza e favorire lo svolgimento di elezioni nel 2007.
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