| Le recenti rivelazioni sui casi di sfruttamento e abuso sessuale da parte degli operatori di pace dell’ONU ne hanno macchiato la reputazione e hanno minacciato di compromettere la loro capacità di dare piena attuazione ai mandati del Consiglio di Sicurezza. L’incidenza ha minato la fiducia di popolazioni traumatizzate ed afflitte dalla povertà e ha violato il dovere fondamentale di protezione alla base di tutte le azioni di quantioperano per la pace per conto delle Nazioni Unite.
Il Segretariato dell’ONU e gli Stati Membri hanno reagito con una serie di misure volte a prevenire e a punire le violazioni dei parametri di condotta delle Nazioni Unite. Nel 2004, il Segretario Generale ha nominato un Consigliere Speciale, il Principe Zeid Ra'ad Zeid al-Hussein di Giordania, per definire un quadro d’azione efficace e di lungo termine. Il rapporto del Principe Zeid ha sottolineato un punto chiave: lo sfruttamento e l’abuso sessuale nelle operazioni di pace dell’ONU possono essere affrontati in maniera efficace solo attraverso un’azione congiunta, che includa il Segretariato dell’ONU, i Paesi che contribuiscono con le loro truppe e forze di polizia, e l’Assemblea Generale intera, oltre ai funzionari posti a capo delle operazioni di pace sul terreno.
Utilizzando le raccomandazioni del Principe Zeid, approvate dall’Assemblea Generale nel giugno del 2005, il Segretario Generale ha dato inizio a vaste riforme relative a: standard di condotta; investigazioni; responsabilità organizzative, manageriali e di comando; responsabilità disciplinari individuali, finanziarie e penali.
A New York, il DPKO ha istituito una task force per sviluppare linee guida e strumenti ad uso delle operazioni di pace su sfruttamento e abuso sessuale. É stata istituita un’unità speciale all’interno del Dipartimento per trattare questa tematica. Sul terreno, le operazioni di pace hanno adottato una vasta gamma di misure per prevenire la cattiva condotta da parte del personale, rafforzando nel contempo i parametri di comportamento dell’ONU che proibiscono rapporti sessuali con le prostitute e con i minori di 18 anni e che “scoraggiano vivamente” relazioni con “beneficiari” che, nel caso delle operazioni di pace, includono tutti i membri della popolazione ospitante.
Sul terreno, squadre di condotta e disciplina, dirette da esperti di alto livello, sono state istituite nelle 8 maggiori missioni di pace. Inoltre, una rete di punti focali su sfruttamento e abuso sessuale in tutti i quartieri generali delle missioni di pace facilitano la ricezione di denunce e le richieste di assistenza, anche attraverso espresse linee telefoniche in alcune missioni. Tutto il personale ora deve partecipare a un corso di formazione sugli standard di condotta dell’ONU relativi allo sfruttamento ed all’abuso sessuale. Per tradurre in atto tali standard, le missioni in Costa d’Avorio, Liberia, RDC, Etiopia ed Eritrea, e Kosovo hanno redatto liste di luoghi frequentati dalle prostitute, non accessibili al personale dell’ONU.
Durante il 2004-2005, l’Ufficio di investigazione e di servizi di sorveglianza dell’ONU (OIOS) ha portato a termine più di 220 investigazioni, che hanno avuto come conseguenza il congedo di diversi impiegati civili e il rimpatrio di decine di militari. Molti Paesi che contribuiscono con le loro truppe hanno perseguito penalmente il personale rimpatriato.
I dirigenti e i comandanti sono legati al rispetto delle loro responsabilità specifiche, e in caso di inadempienza potranno essere licenziati. La Nazioni Unite sono impegnate nel condurre una politica di tolleranza zero nei confronti dello sfruttamento e dell’abuso sessuale, il che significa totale assenza di qualunque accondiscendenza quando confrontati con accuse credibili, e nessuna impunità quando le accuse vengono provate.
Una task force interdipartimentale dell’ONU ha anche formulato nuove politiche sull’assistenza alle vittime dello sfruttamento e dell’abuso sessuale, presentate all’Assemblea Generale all’inizio del 2006.
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