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Quando possono usare la forza gli operatori di pace?
 

Le operazioni di pace, caratterizzate dalla carenza di finanziamenti e personale nonché da regole d’ingaggio inadeguate, non si sono mostrate all’altezza delle situazioni post-conflittuali di oggi, in cui spesso le fazioni armate rimangono attive anche dopo la fine della guerra, attaccando, oltre ai civili, anche gli operatori di pace delle Nazioni Unite. Consapevoli dei pericoli insiti nel dispiegare contingenti di pace in situazioni dove non c’è una reale pace da mantenere, il Consiglio di Sicurezza ha deciso di dotare le operazioni di mantenimento della pace, dove necessario, di mandati più “robusti” basati sul Capitolo VII(5) – il capitolo “attuazione forzata” della Carta delle Nazioni Unite. Questi mandati permettono, e anzi, richiedono agli operatori di pace di “usare tutti i mezzi necessari” per proteggere i civili, prevenire la violenza contro il personale dell’ONU e impedire che gli elementi armati ignorino i trattati di pace. Al momento, le missioni delle Nazioni Unite nella RDC Repubblica Democratica del Congo), in Liberia, Kosovo, Burundi, Haiti e Costa d’Avorio operano con mandati assegnati in virtù del Capitolo VII.

Nel 2005, diverse operazioni dell’ONU per il mantenimento della pace, soprattutto la missione MONUC nella RDC e MINUSTAH ad Haiti, hanno mostrato chiaramente come un approccio tempestivo e vigoroso per l’attuazione dei mandati possa risultare effettivamente utile per proteggere i civili e per migliorare la situazione di sicurezza sul terreno. Le operazioni militari guidate dall’ONU nella RDC orientale e in alcuni distretti di Port-au-Prince hanno rappresentato un cambiamento significativo nell’approccio delle Nazioni Unite contro la violenza e a favore della protezione dei civili.

Il Segretario Generale ha sottolineato ripetutamente che questo approccio non deve essere interpretato come un modo per trasformare l’ONU in una macchina da guerra e che l’uso della forza deve essere sempre considerato come l’ultima risorsa.


(5) Il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite si intitola “Azioni rispetto alle minacce alla pace, alle violazioni della pace ed agli atti di aggressione”. Il Capitolo VI tratta delle “Soluzioni pacifiche delle controversie”. Il Capitolo VII spiega quando il Consiglio di Sicurezza può autorizzare le forze armate a “dare efficacia alle sue decisioni” in caso di minacce alla pace, violazioni della pace e atti di aggressione.
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